Giornale di bordo

Archivio per gennaio 2009

Toremar ancora in alto mare

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La Regione Toscana storce il naso di fronte alla provatizzazione Tirrenia. Se da un lato la Regione si pronuncia favorevolmente all’inizitiva del Ministro Matteoli, dall’altro permangono le preoccupazioni per i 250 dipendenti della compagnia di traghetti Toremar, e per le conseguenze sul comparto della nautica e del trasporto toscano.
L’aumento del fondo destinato alle convenzioni (65 milioni di euro) è appena sufficiente a garantire i servizi attualmente in funzione, ma del tutto inadeguato a potenziarne efficenza e qualità; il risanamento della Toremar appare, quindi, allostato attuale, un obiettivo difficilmente perseguibile.
Si potrebbe ripercorrere la via seguita per il trasporto pubblico locale su gomma, che ha consentito di raggiungere ottimi standard qualitativi, senza significative ripercussioni sul piano occupazionale. Ma è necessario lo stesso impegno e la stessa determinazione che il Ministero ha adottato nella gestione del caso Siremar.

Scritto da Edwin Drood

gennaio 23, 2009 alle 12:09 am

Emissioni marittime: L’UE fa sul serio

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La notizia arriva dall’agenzia di stampa Reuters: secondo  l’Unione Europea le emissioni dai trasporti aerei e marittimi devono essere inserite negli obbiettivi complessivi fissati nell’accordo di Copenhagen, che nelle intenzioni dei firmatari, dovrà essere l’erede del Protocollo di Kyoto a partire dal 2013.

In occasione dei coloqui internazionali che si svolgeranno nella capitale danese a dicembre, la Commissione Europea pare intenzionata a chiedere la riduzione delle emissioni da trasporto marittimo e aereo sotto i livelli del 2005, con riduzioni per il 2050 molto al di sotto dei livelli del 1990.

Se l’accordo fallirà, l’UE non ha intenzione di darsi per vinta. Già dallo scorso anno infatti, Bruxelles ha deciso di far pagare alle compagnie aeree i permessi per l’inquinamento prodotto, nell’ambito degli schemi di commercio delle emissioni, ed ha  già preparato azioni unilaterali per far pressione sul trasporto marittimo nel caso che la sua iniziativa per un accordo sulle emissioni globali fallisca.

“L’incremento della rete di investimenti globali per ridurre le emissioni nel loro complesso deve gradualmente salire attorno ai 175 miliardi di euro per l’anno 2020″, dice la bozza. “Le emissioni dai trasporti aerei e marittimi devono essere inserite negli obbiettivi complessivi fissati nell’accordo di Copenhagen e comprese nei totali nazionali del Paese di partenza (o arrivo)”, dice ancora il documento.

L’Unione Europea ha concordato lo scorso anno di far pagare alle compagnie aeree i permessi per l’inquinamento prodotto nell’ambito degli schemi di commercio delle emissioni (Ets), ma per le navi un regolamento sarà più difficile visto che è spesso poco chiaro quale sia la loro sede.

La bozza dice che l’agenzia per i cambiamenti climatici dell’Onu dovrebbe fissare obbiettivi per la riduzione dell’impatto delle emissioni da trasporto marittimo e aereo sotto i livelli del 2005, con riduzioni per il 2050 molto al di sotto dei livelli del 1990.

L’Ue ha anche già preparato azioni unilaterali per far pressione sul trasporto marittimo nel caso che la sua iniziativa per un accordo sulle emissioni globali fallisca.

Scritto da Edwin Drood

gennaio 21, 2009 alle 4:05 pm

IMO: guerra aperta alla burocrazia

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L’ IMO’s Facilitation Commitee terrà la sua prima sessione in settimana e  la sua agenda è già fitta di impegni e pauuntamenti importanti importanti per il mondoi dello shipping.

Il Facilitation Committee è stato creato con il fine di eliminare gran parte dell’inutile burocrazie che sottende al trasporto marittimo internazionale e, in quanto tale, ha posto tra i suoi obiettivi la semplificazione e la riduzione delle formalità, le documentazioni sui requisiti e le procedure di arrivo, il soggiorno e la partenza delle navi impegnate in ambito internazionale.

Procedure doganali, immigrazione, salute, equipaggio e passeggeri, bagagli e posta, sono solo alcuni degli aspetti che richiedono un’enorme quantità di inutili scartoffie, e he a causa del suo carattere internazionale, finiscono per gravare sull’impresa marittima in misura maggiore che in industrie di altro tipo.

E’ in questo senso che intende muoversi l’orgnaismo creato appositamente dall’International Maritime Organization per snellire e rendere più efficenti le procedure amministrative dello shipping.

La ripresa auspicata nel 2009 può passare anche da qui.

Scritto da Edwin Drood

gennaio 17, 2009 alle 2:04 pm

Weberseas: nelle prime settimane del 2009 timidi segnali di ripresa

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Le prime settimane del 2009 hanno rappresentato per lo shipping un periodo di stabilizzazione, tale da far sperare, nei mesi futuro, in una timida ripresa dei traffici, almeno per il trasporto delle rinfuse. E’ quanto annota il report settimanale di Weberseas, vincitrice dei Greek Shipping Awards (nella categoia shipbroker), che analizza l’andamento Leggi il seguito di questo post »

Scritto da Edwin Drood

gennaio 17, 2009 alle 1:34 pm

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